16 Mag 2026

Rosy Bindi sarà il 16 maggio, alle 10.00, nella sala convegni "Arturo Lacava" del Museo archeologico provinciale di Potenza per presentare il suo libro ” Una sanità uguale per tutti” con il sottotitolo ”Perché la salute è un diritto”. Alla ex parlamentare, che ha militato nella Dc e oggi nel Pd, va il merito della Riforma sanitaria La riforma della sanità, con il decreto legislativo 229/ 1999, che intervenne per correggere quelle che furono definite ”le distorsioni” introdotte dai decreti dell’ex ministro Francesco De Lorenzo (Pli),con l regolamentazione dei rapporti tra pubblico e privato (dai professionisti alle strutture di accreditamento ), con l’introduzione del principio di esclusività di rapporto con il Servizio sanitario nazionale. Si pose attenzione alla medicina del territorio, con l’integrazione socio sanitaria e una nuova organizzazione del Distretto.Con la ”Riforma Bindi” vennero delineati, prima della introduzione della riforma del Titolo V della Costituzione, i rapporti tra Regioni, Comuni e Ministero della Sanità e tra Università e Servizio sanitario nazionale. Sembrava che le cose potessero cambiare. E, invece, con la crisi e il cambio di governo nell’aprile del 2000 e l’insediamento nel 2001 del governo Berlusconi la Riforma subì una battuta di arresto. Vennero accantonati o modificati i principali decreti attuativi della riforma. Ricordiamo, durante il mandato del ministero Bindi, la chiusura definitiva degli ospedali psichiatrici e il finanziamento del Progetto obiettivo “Tutela salute mentale 1998-2000”.
IL LIBRO
"La salute degli italiani oggi è fra le migliori del mondo" E c’è un motivo preciso, secondo Rosy Bindi, che si chiama “Servizio sanitario nazionale”. Ma oggi questo bene di tutti è a rischio. Per non perderlo occorre reagire e invertire la rotta innescata dalla cronica mancanza di risorse, da una progressiva privatizzazione e dall’autonomia differenziata delle regioni. Il nostro sistema resta un presidio di civiltà fondamentale, che possiamo ancora permetterci e sul quale vale la pena investire, correggendo le disfunzioni che conosciamo e fermando i tentativi in atto di puntare su un modello assicurativo più iniquo e costoso. A venticinque anni dalla riforma che porta il suo nome, l’autrice sgombra il campo dalle ricostruzioni di parte e dalle polemiche inutili e avanza proposte, chiare e coraggiose, volte a promuovere la rinascita di un servizio basato su equità, solidarietà e trasparenza. Con un’analisi lucida e senza sconti per nessuno smaschera le contraddizioni di una trasformazione piegata alla logica del profitto. E ricorda che tutti possono e devono battersi per difendere il diritto alla salute sancito dalla nostra Costituzione.